Angelus – IV Domenica di Quaresima – 15 marzo 2026

PAPA LEONE XIV

Piazza San Pietro

Domenica, 15 marzo 2026

Cari fratelli e sorelle, buona Domenica!

Il Vangelo di questa quarta Domenica di Quaresima ci racconta la guarigione di un uomo cieco dalla nascita. Attraverso la simbologia di questo episodio, l’evangelista Giovanni, ci parla del mistero della salvezza. Mentre eravamo nell’oscurità, mentre l’umanità camminava nelle tenebre, Dio ha inviato il suo Figlio come Luce del mondo per aprire gli occhi dei ciechi e illuminare la nostra vita.

I profeti aveva annunciato che il Messia avrebbe aperto gli occhi dei ciechi. Gesù stesso accredita la propria missione mostrando che i ciechi riacquistano la vista e si presenta dicendo “Io sono la luce del mondo”. In effetti, possiamo dire che noi tutti siamo ciechi dalla nascita, perché da soli non riusciamo a vedere in profondità il mistero della vita. Perciò Dio si è fatto carne in Gesù perché il fango della nostra umanità impastato con il respiro della Sua grazia potesse ricevere una nuova luce, capace di farci vedere finalmente noi stessi, gli altri e Dio nella verità.

Colpisce il fatto che lungo i secoli si sia diffusa l’opzione, presente ancora oggi, secondo cui la fede sarebbe una specie di salto nel buio, una rinuncia a pensare, così che avere fede significherebbe credere ciecamente. Il Vangelo ci dice, invece, che a contatto con Cristo, gli occhi si aprono al punto che le autorità religiose chiedono con insistenza al cieco guarito “In che modo ti sono stati aperti gli occhi” e ancora “Come ti ha aperto gli occhi?”.

Fratelli e sorelle, anche noi, guariti dall’Amore di Cristo siamo chiamati a vivere un cristianesimo dagli occhi aperti. La fede non è un atto cieco, un abdicare la ragione, una sistemazione in qualche certezza religiosa che ci fa distogliere lo sguardo dal mondo. Al contrario, la fede ci aiuta a guardare dal punto di vista di Gesù, con i Suoi occhi e una partecipazione al Suo modo di vedere, e perciò ci chiede di aprire gli occhi, come faceva Lui; sopratutto sulle sofferenze degli altri e sulle ferite del mondo.

Oggi, in particolare, a fronte delle tante domande del cuore umano e delle drammatiche situazioni d’ingiustizia, di violenza e di sofferenza che segnano il nostro tempo, c’è bisogno di una fede sveglia, attenta e profetica, che apra gli occhi sulle oscurità del mondo e vi porti la Luce del Vangelo attraverso un impegno di pace, di giustizia e di solidarietà.

Chiediamo alla Vergine Maria che interceda per noi, perché la Luce di Cristo apra gli occhi del nostro cuore e possiamo dare testimonianza di Lui con semplicità e coraggio.

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