SAN CARLO BORROMEO, VESCOVO – MEMORIA
Colore Liturgico Bianco

PRIMA LETTURA
Dedicatevi alla vostra salvezza. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fil 2,12-18
Miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore.
Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita.
Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato. Ma, anche se io devo essere versato sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 26 (27)
R. Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo,
perché lo Spirito di Dio riposa su di voi. (1Pt 4,14)
Alleluia.
Vangelo
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,25-33
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore.
🌿Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta 🌿
Mercoledì 4 Novembre 2026
S. Carlo Borromeo; S. Modesta; B. Elena Enselmini
31.a del Tempo Ordinario
Lc 14,26
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo».
Volume 1 Capitolo 6
Quando il Divin Maestro mi liberò dal mondo esterno, allora vi pose mano a purificare l’interno, e con voce interna mi diceva: “Adesso siamo rimasti soli, non c’è più nessuno che ci disturbi; non sei adesso più contenta che prima che dovevi
contentare tanti e tanti? Vedi, uno solo è più facile contentarlo; devi fare conto che Io e tu siamo soli nel mondo. Promettimi d’essere fedele ed Io verserò in te tali e tante grazie da restarne tu stessa meravigliata”.
Quindi proseguì a dirmi: “Sopra di te ho fatto dei grandi disegni, sempre se Mi corrispondi! Voglio fare di te una mia perfetta immagine, cominciando da che [Io] nacqui finché morii. Io stesso t’insegnerò un poco per volta il modo come fare”. E succedeva così. Ogni mattina, dopo la Comunione mi diceva ciò che avrei dovuto fare nel giorno. Dirò tutto brevemente, ché dopo tanto tempo è impossibile poter dire tutto.
[Di] certo non ricordo, ma mi pare che la prima cosa che mi diceva essere necessario per purificare l’interno del mio cuore, era l’annichilimento di me stessa, cioè l’umiltà. E proseguiva a dirmi:
“Vedi, per fare che nel tuo cuore [Io] versassi le mie grazie, voglio proprio farti capire che da te niente puoi. Io mi guardo assai bene da quelle anime che attribuiscono a loro stesse ciò che fanno, volendomi fare tanti furti delle mie grazie. Invece a quelle tali che conoscono se stesse, Io sono largo di versare a torrenti le grazie mie, sapendo benissimo che niente riferiscono a loro stesse, Me ne sono grate, ne fanno quella stima che si conviene, vivono con continuo timore che se non Mi corrispondono posso togliere ciò che ho dato, sapendo che
non è cosa loro.
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