SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO, VERGINE E DOTTORE DELLA CHIESA – MEMORIA

Colore Liturgico Bianco

PRIMA LETTURA

Io so che il mio redentore è vivo!

Dal libro di Giobbe
Gb 19,21-27b

Giobbe disse:
«Pietà, pietà di me, almeno voi, amici miei,
perché la mano di Dio mi ha percosso! 
Perché vi accanite contro di me, come Dio,
e non siete mai sazi della mia carne?
Oh, se le mie parole si scrivessero,
se si fissassero in un libro,
fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, 
per sempre s’incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo
e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, 
senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso,
i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 26 (27)

R. Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi.

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi! 
Il mio cuore ripete il tuo invito: 
«Cercate il mio volto!». R.

Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo. 
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi. R.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore 
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo. (Mc 1,15)

Alleluia.

Vangelo

La vostra pace scenderà su di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,1-12
 
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Parola del Signore.

Giovedì 1 Ottobre 2026
S. Teresa di Gesù Bambino (m); B. Luigi Maria Monti
26.a del Tempo Ordinario

Lc 10,7

Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.

Volume 35, Marzo 30, 1938

Mi sento tra le braccia del Fiat Divino, il quale è tanto il suo amore che mi alimenta colla sua luce, mi riscalda col suo calore, e se sono stanca mi culla sulle sue ginocchia per darmi il suo riposo, che mi fa risorgere a nuova vita.

Volontà Divina, quanto sei amabile!

Tu sola mi sai amare davvero, e trovo il rifugio a tutti i miei mali.

Ma mi sentivo oppressa nel vedere che quelli che mi circondano soffrono e fanno dei grandi sacrifizi per causa mia.

Com’è doloroso vedere sacrificati gli altri!

Ed il mio dolce Gesù, stringendomi fra le sue braccia in atto di compatirmi, tutto tenerezza mi ha detto:

“Povera figlia mia, coraggio, non voglio che ci pensi.

Tu devi sapere che Io 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝘀𝗼 𝗽𝗮𝗴𝗮𝗿 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗶 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗶𝗳𝗶𝘇𝗶, 𝗹𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶; molto più i grandi.

𝗜𝗼 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗲 𝗻𝗲𝗽𝗽𝘂𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗠𝗲 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮, molto più se questi sacrifizi vengono fatti a chi mi ama, a chi vuol vivere nel mio Volere, 𝗺𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗲 𝘀𝗲 𝗹𝗶 𝗳𝗮 𝗮 𝗠𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼; ed Io per fare che questi sacrifizi siano fatti di buona volontà 𝘃𝗶 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗴𝘂𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗼, in modo che faccio sentire il gusto, il piacere di fare quei sacrifizi, in modo che sentono il bisogno di farli, il gusto, il piacere nel sacrifizio.

Sono come il sale, i condimenti ai cibi; come l’olio alle ruote, che prima camminavano a stento: messo l’olio corrono. Il gusto divino svuota il sacrifizio e lo rende leggero e piacevole 

Ecco perciò la causa che nel nostro amore creammo una passione santa, un gusto, un piacere, che 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗮𝗺𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮.

Fu questa nostra passione d’amore che ci faceva sentire l’estremo bisogno di attestare colle nostre opere l’amore verso le creature, tanto che nessuno ci pregò che creassimo un cielo, un sole e tant’altre cose;

tanto che dopo create le guardammo e provammo tanto gusto e piacere, che nella nostra enfasi d’amore esclamammo: ‘𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐨𝐧 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐥𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞!’

Ma ci daranno più gloria, proveremo più gusto, quando le opere nostre si daranno alle creature per amarle, per farci amare da esse.

Allora alla nostra passione d’amore, all’estremo bisogno d’amare, si aggiungeva la follia, il delirio d’amore, tanto che non ci contentammo delle sole opere: l’amore giunse a tanto, che sentimmo il bisogno di metterci anche la vita.

Difatti che cosa non mi fece fare questa necessità d’amare che sentivo in Me?

Mi fece soffrire pene inaudite, sentii le umiliazioni più umilianti e fino la stessa morte tra spasimi atroci.

Ora questa nostra stessa passione d’amare non si contenta, se non partecipa questa nostra stessa passione d’amare alla creatura.

Perciò 𝗻𝗲𝗶 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗶𝗳𝗶𝘇𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲, 𝗰𝗿𝗲𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻 𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗮𝗻𝘁𝗮, 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝘀𝘁𝗼, 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝗮𝗰𝗲𝗿𝗶, 𝗱𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗶ù 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗲.

Questa passione diventa ingegnosa, si industria in mille modi, e se non si rende operante pare che non sa né stare né vivere.

Se non vi è passione, anche nelle opere sante, e gusto nei sacrifizi, pare che sono opere dipinte, non vive:

hanno un freddo, un’apatia, che producono più disgusto che gusto, e forse più male che bene.

Perciò, figlia mia, non ti dar pensiero dei sacrifizi che fanno per te; anzi devo dirti che 𝗹𝗼 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗠𝗲, non per te, ed Io ci metterò tale grazia, gusto e piacere, da svuotare il sacrifizio, e poi a seconda l’amore che lo faranno, 𝗜𝗼 𝗺𝗶 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗲𝗿ò 𝗶𝗻 𝗹𝗼𝗿𝗼, 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗶𝗳𝗶𝘇𝗶𝗼 𝘃𝗼𝗹𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗠𝗲, 𝗰𝗼𝘀ì 𝗳𝗮𝗿ò 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗲𝘀𝘀𝗶.”

https://soundcloud.com/user-925131718/41-vol35-30-marzo-1938-39

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