Esame di coscienza sui peccati veniali più frequenti

  1. Mancanze alla virtù della CARITÀ
     Ho giudicato le intenzioni del mio prossimo?
     Ho parlato male di qualcuno senza una vera e reale necessità? Ho ascoltato maldicenze altrui senza oppormi in alcun modo?
     Ho cercato di essere sempre mite, dolce, cordiale, affabile, anche con chi mi è antipatico? Sono stato dolce nel correggere i difetti altrui, pronto a scusare?
     Ho provato ad amare chi mi fa del male? Ho pregato per lui?
     Ho fatto discussioni inutili? Sono stato sempre garbato nell’esprimere il mio parere? O mi sono rivolto (oppure ho risposto) sgarbatamente?
     Ho cercato sempre gli interessi degli altri, anteponendoli ai miei?
     Ho offeso il mio prossimo con parole, gesti, sguardi? L’ho ferito con parole pungitive?
     Ho perdonato subito i torti subiti? O ho conservato, anche per poco, rancore o risentimento?
     Ho dato parte dei miei beni ai poveri o per le necessità della Chiesa (elemosina)?
     Ho provato sentimenti di gelosia o di invidia verso qualcuno?
     Ho sempre assolutamente rispettato tutti?
  1. Mancanze alla virtù della RELIGIONE
     Sono stato assiduo e fedele a tutte le mie preghiere e alla santa Messa? Mi sono distratto volontariamente? Ho cercato il raccoglimento, provando a rendermi conto di stare alla presenza di Dio?
     Ho parlato male del Papa, del vescovo o di qualche sacerdote?
     Curo davvero la mia formazione spirituale e dottrinale? Faccio buone letture? Partecipo a qualche incontro spirituale o di formazione?
     Sono stato obbediente al confessore o alla mia guida spirituale? Riconosco in lui la presenza viva del Signore?
     Sono stato esemplare nel mio modo di partecipare alla Santa Messa e di comunicarmi?
     Sono stato esemplare nei gesti, nel vestire e nei comportamenti mantenuti all’interno del luogo sacro?
     Ho reso testimonianza a Gesù e al Vangelo, con dolcezza ma anche con fermezza? Mi sono vergognato di dirmi cristiano o di farmi riconoscere come tale?
  1. Mancanze alla virtù dell’UMILTÀ
     Ho provato pensieri di autocompiacenza? Mi sono sentito/a superiore a qualcuno?
     Mi sono risentito/a quando mi rimproveravano? O quando mi mettevano in disparte? O quando nessuno mi prendeva in considerazione?
     Ho fatto discorsi di stima propria, parlando bene di me stesso? Ho esagerato nel gonfiare il bene che faccio e nel minimizzare il male che compio?
     Mi ritengo realmente un peccatore, indegno anche solo di uno sguardo del mio Dio? Ho fatto spese palesemente inutili o assolutamente superflue?
     Ho lodato qualcuno che ha fatto una buona azione? O ho provato invidia del bene che ho visto fare, o che qualcuno è più santo di me?
     Ho cercato, volontariamente, di farmi notare, di mettermi in mostra, di farmi ritenere santo?
  1. Mancanze alla virtù della TEMPERANZA
     Ho ecceduto nel mangiare e nel bere, specialmente nei giorni feriali? Ho mortificato il gusto in qualche modo? Mi sono preso gusti (dolci, liquori, etc.) superflui in maniera eccessiva?
     Ho fatto qualche piccolo fioretto per amore di Gesù e Maria? Ho accettato con amore le mortificazioni e le croci che il Signore mi ha mandato durante le giornate?
     Sono stato sempre modesto, dignitoso e santamente mortificato nel vestire, nel parlare, nel muovermi, nello gesticolare?
     Ho conservato un linguaggio pulito, educato, rispettoso, oppure ho usato espressioni e termini volgari, indegni di un figlio di Dio?
     Ho ecceduto nel riposo e nel divertimento (dormito troppo, vista troppa televisione, trascurata la preghiera o la lettura)? Ho visto spettacoli immorali?
     Sono stato puro nei pensieri, negli sguardi e negli atti? Amo la virtù della purezza? Mi impegno nel diffonderla e farla amare?
     Seguo le mode? Ho un culto eccessivo del mio corpo?
     Ho visto film o letto libri immorali oppure contro la Religione o la Chiesa? Ho sconsigliato altri dal farlo?
  1. Mancanze alla virtù della PAZIENZA
     Sono stato paziente con i difetti del mio prossimo e con i miei?
     Quando ho peccato, ho chiesto subito perdono a Gesù senza alterarmi o adirarmi con me stesso?
     Dinanzi agli imprevisti della giornata, al traffico, alle file negli uffici, a tutti gli inconvenienti, mi sono alterato/a, perdendo la pace interiore e lanciando qualche imprecazione di stizza?
     Ho risposto male a qualcuno? Mi sono risentito/a per qualche torto subito? Sono stato permaloso/a? Facile all’ira? Ho perso qualche volte la pazienza?
     Uso normalmente un tono di voce basso, pacato, moderato? O alzo facilmente la voce?

  1. Mancanze alla virtù della LABORIOSITÀ
     Ho lavorato molto? Ho lavorato bene, offrendo il mio lavoro (professionale o casalingo) e cercando di compierlo con la massima perfezione possibile, come se lo stessi facendo per il Signore e non per gli uomini?
     Ho perso tempo inutilmente (oziando, abusando di Internet, etc.)?
     Ho cercato di santificare ogni istante della mia giornata con atti di offerta di me e del mio lavoro a Dio?
     Mantengo la casa e le mie cose nel massimo ordine e nella massima pulizia? Gesù potrebbe entrare in casa mia, aprire i miei cassetti, etc.?

  1. Mancanze alla virtù della VERACITÀ
     Ho mentito, alterando la verità?
     In quello che ho detto, ho detto del falso, o ho sempre detto il vero, pur senza dire tutto?
     Ho macchiato la purezza del mio dire usando espressioni volgari (parolacce), indecenti o comunque sconvenienti? Ho violato qualche segreto?

  1. Mancanze alle VIRTÙ UMANE
     Sono stato sempre garbato e gentile?
     Ho evitato le discussioni, che non giovano a nulla se non a perdere la pace?
     Sono stato sempre accogliente, affabile, cordiale, con tutti?
     Sono stato sempre educato e dignitoso, con tutti?

Esame di coscienza per proficienti

  1. Superbia, vanagloria e mancanze all’umiltà
     Ho detto o fatto nulla, per attirare su di me l’attenzione e la stima degli altri?
     Ho nutrito nell’anima, piccole gelosie o animosità?
     Ho conservato un certo rancore, contro chi mi ha fatto un’osservazione o mi ha provocato un’umiliazione?
     Ho cercato di nascondere agli altri, i miei difetti e i miei insuccessi?
     Mi sono adombrato per un nonnulla, per una mancanza di riguardo?
     Nelle conversazioni, ho interrotto o contraddetto indebitamente altri?
     Mi sono rattristato o esasperato, per una mancata lode o approvazione?
     Ho studiato, lavorato, o mi sono sacrificato, per riuscire ad ogni costo a farmi onore, o a sorpassare altri?
     Ho rimuginato a lungo su un rimprovero o un’umiliazione ricevuta?
     Ho seguito la mia inclinazione, di voler dare giudizi, e dire una parola su tutto?
     Mi sono rassegnato per le preferenze date ad altri, non atteggiandomi a vittima?
     Ho riguardato gli altri, come meno intelligenti, meno bravi, con compatimento e reputandoli a me inferiori?
     Mi sono inorgoglito interiormente, paragonandomi ad altri e reputandomi superiore?
     Ho parlato di me e delle mie cose a lungo, con compiacenza e senza necessità?
     Mi sono presentato e citato come esempio nelle conversazioni?
     Mi sono vantato di quello che ho detto, fatto, letto, visto?
     Non provando alcun gusto sensibile, ho fatto ugualmente i miei doveri, con calma e umiltà dinanzi a Dio?
     H borbottato, esternamente o internamente, per riprensioni, osservazioni, o disposizioni contrarie ai miei gusti?
     Dopo una mancanza, mi sono inquietato contro me stesso oppure mi sono umiliato, e poi rialzato con più fiducia in Dio?
     Mi sono in qualche modo messo in mostra?
     Nelle discussioni, ho lasciato agli altri, per umiltà, di dire l’ultima parola, anche se avevo, ragione io?
     Ho fantasticato sulle mie qualità, su cose fatte?
     Ho fatto qualcosa, con la segreta idea di comparire, e far parlar di me?
     Ho avuto la debolezza di scusarmi, per le osservazioni ricevute?
     Ho respinto qualche sentimento di gelosia verso altri, che riescono meglio di me?
     Sono stato sincero in ogni evenienza?
     Ho avuto cura di evitare gli onori e gli applausi?

  1. Avarizia e mancanze alla carità fraterna
     Ho speso i soldi inutilmente, per ciò che è superfluo e totalmente voluttuario?
     Ho praticato, con giusto discernimento, l’elemosina?
     Ho detto parole pungenti, indelicate o comunque penose agli altri?
     Ho sopportato stranezze, difetti di carattere, atti d’impazienza di altri, senza rimproverarli loro?
     Ho saputo coprire le imperfezioni altrui col velo della carità?
     Ho sopportato con umiltà gl’incomodi, i difetti, le ironie degli altri?
     Conservo nel cuore dei rancori o della ruggine contro qualcuno? Ho evitato di parlargli, o di rendergli qualche servizio?
     Ho parlato sempre in bene degli altri, giustificandoli, specialmente quando erano assenti?
     Mi sono permesso burle, motteggi, scimmiottature, spiritosaggini, a danno di altri?
     Ho raccolto e diffuso maldicenze, divulgando cose ignorate, esagerando le vere, inventando le false?
    Ho dato qualche cattivo consiglio od esempio, scandalizzando altri?
     Ho perdonato sempre, tutto e tutti?
     Mi sono sforzato di pensare alle buone qualità di persone per cui sento antipatia; e di allontanare ogni pensiero a loro sfavorevole?

  1. Lussuria e mancanze alla purezza
     Ho avuto qualche contatto non necessario con persone di altro sesso?
     Ho dato manifestazioni di simpatia troppo sensibile, o fatto confidenze inopportune?
     Mi sono permesso di vedere, ascoltare o leggere qualcosa di pericoloso alla mia virtù?
     Ho fatto letture morbose, o dato sguardi che hanno turbato l’anima mia?
     Ho lasciato troppa libertà ai miei occhi, specialmente fuori di casa?
     Ho immediatamente allontanato un pensiero impuro, un’immagine oscena, uno spettacolo osceno?
     Mi sono abbandonato a immaginazioni, sogni o affetti pericolosi?
     Ho accettato virilmente gl’incomodi odierni della stagione, o qualche malessere?
     Ho mancato al pudore e alla purezza, in casa o fuori, specialmente nel vestire?
     Sono stato sempre pulito e puro nel parlare, sia evitando parolacce, sia non parlando assolutamente di argomenti contrari alla purezza e reagendo se qualcuno ne parlava?
     Ho fatto qualche mortificazione corporale?

  1. Ira e mancanze alla mansuetudine
     Ho represso subito i piccoli movimenti d’impazienza e di malcontento che sorgono in me per qualunque motivo?
     Ho fatto attenzione a tenere tutto in ordine, a posare delicatamente un oggetto, a chiudere senza strepito una porta?
     Sentendomi interiormente turbato, mi sono arrestato un istante, prima di agire o di parlare?
     Ho sopportato, senza lamentarmi, il freddo, il caldo, il tempo cattivo e qualche indisposizione?
     Ho saputo reprimere qualche scatto d’impazienza o di malumore?
     Ho sopportato pazientemente un carattere antipatico o noioso?
     Sono stato cortese e affabile con tutte le persone che ho avvicinato?
     Dopo un insuccesso, mi sono mantenuto calmo e rassegnato al volere di Dio?
     Dopo una mancanza, ho saputo opporre alla stizza dell’amor proprio, un atto di umile pentimento e fiducia in Dio?
     Ho sopportato, senza mormorare né lamentarmi, gli sbagli e i difetti degli altri?
     Dopo aver mancato verso qualcuno, ho chiesto scusa?
     Ho giudicato gli altri con eccessiva severità? Ho tenuto sempre un tono di voce basso e gentile?

  1. Invidia, gelosia, rivalità
     Ho detto qualche cosa per attirare la stima o l’ammirazione degli altri su di me?
     Mi sono rattristato del bene altrui, considerandolo come una menomazione del bene mio?
     Mi sono rallegrato esteriormente o interiormente del male del prossimo?
     Ho criticato o mormorato, contro qualcuno?
     Ho tentato di abbassare altri nella stima, denunziando colpe e difetti?
     Mi sono lamentato di quanto non è andato secondo i miei desideri e progetti?
     Ho criticato indirettamente, esponendo i miei giudizi e progetti, opposti a quelli del mio padre spirituale?
     Ho sfuggito quelli che hanno sempre qualcosa da criticare, dileguandomi dalla loro compagnia?
     Ho riparato i torti fatti al prossimo, quando ne denigrai la stima?
     Mi sono atteggiato ad amico di chi è stato rimproverato, insinuandogli sentimenti di poca stima e deferenza verso chi lo ha ripreso?
     Ho eccitato altri, direttamente o indirettamente, a lamentarsi e a criticare?
     Con i miei esempi o con le parole, ho insinuato sentimenti di sfiducia e critica verso i sacerdoti?
  1. Accidia e mancanze nella vita interiore
     Sono stato poco edificante nel contegno, nelle parole, o con ricercatezze mondane?
     Mi sono fatto trascinare da cattivi esempi o consigli?
     Ho dominato la mia sensibilità, l’immaginazione, la suscettibilità?
     Ho accorciato indebitamente il tempo dei miei lavori e doveri? Ho cercato di lavorare il meno possibile?
     Quanto tempo ho perduto, in chiacchiere o in curiosità?
     Mi sono mostrato volubile o lunatico, cambiando gusti, desideri, non volendo più ciò che prima bramavo?
     Ho parlato in Chiesa senza una vera necessità e carità e a voce alta?
     Ho parlato con tono di voce forte, o mi sono abbandonato a risa smodate?
     Mi sono lasciato sfuggire conversazioni frivole? Ho messo in ridicolo qualcuno?
     Nelle conversazioni, mi sono reso importuno parlando troppo, sostenendo il mio parere, interrompendo, mostrando cattivo umore?
     Ho curiosato su ciò che facevano, scrivevano, leggevano altri?
     Sono stato pigro nello svegliarmi al mattino?
     Ho preso un contegno troppo comodo, a sedere, in ginocchio, in piedi…?
     Ho trascurato od omesso qualche mio dovere, perché fastidioso?
     Ho prolungato oltre il necessario, il sonno, il riposo, il bagno, il gioco…?
     Ho omesso o abbreviato qualcuna delle preghiere che fanno parte dei miei impegni quotidiani?
     Ho recitato tutte le preghiere posatamente, attentamente e con devozione?
     Ho praticato, durante il giorno, la preghiera continua e l’unione con Dio (atti di amore, comunioni spirituali)? Quanti atti di adorazione, di amore, di dolore, di offerta, ho fatto?
     In Chiesa e nelle preghiere, ho avuto sempre un atteggiamento rispettoso e modesto?
     Ho cercato di ricordarmi che Dio mi vede e di sforzarmi di vivere al suo cospetto?
     Sono ricorso alla preghiera nelle pene, tentazioni, turbamenti, e altre prove?
     Sono stato fedele alle mie pratiche personali di pietà (S. Messa; visita al SS.mo Sacramento; Rosario; esame di coscienza, meditazione)?
     Ho avuto un atteggiamento perfettamente corretto nella preghiera? (Corpo, occhi, mani, ginocchia)?
     Nelle preghiere vocali, mi sono sforzato di pronunziare bene le singole parole? Mi sono distratto?
     Ho trascurato di chinare la testa al Gloria al Padre?
     Qualche istante prima di ogni preghiera, mi sono messo alla presenza di Dio, della Madonna?
     Quanti segni di croce ho fatto sbadatamente?
     Il mio contegno, specialmente nelle preghiere, ha rivelato in me, una persona tutta compresa dalla santa presenza di Dio?
     Quante volte ho sollevato la mente a Dio, per offrirgli gioie, pene, disgusti, piaceri?

  1. Gola e mancanze alla mortificazione
     Ho fatto qualche intemperanza nel mangiare o nel bere? Ho mangiato troppo, cose troppo buone senza misura? Ho ecceduto nel fumo?
     Mi sono addormentato nella preghiera, raccomandandomi a Gesù, Maria, Giuseppe, e all’Angelo Custode?
     Ho perso del tempo nell’ozio, o in occupazioni frivole?
     Nei lavori e negli studi, ho seguito il mio umore, invece del dovere?
     Mi sono lamentato per qualche leggero malessere o scomodità?
     Ho fatto gli esercizi quotidiani di penitenza che ho stabilito?
     Sono pulito e ben messo nella mia persona?


Esame di coscienza particolare circa: AMABILITA – DOLCEZZA

I ESERCIZIO


I – Proporsi ogni mattina Gesù a modello, pensando a quelle sue parole: Io sono mite ed umile di cuore.
II – Avere il volto sempre atteggiato a serenità, anche quando si è soli e afflitti.
III – Pensare ogni mattina, dinanzi al buon Dio, quel che possiamo fare per far piacere agli altri.
IV – Prevedere le occasioni in cui dovremo frenarci, per tenerci pronti a farlo.
V – Porsi spiritualmente dinanzi alle persone come dinanzi a un quadro, scegliendo la visuale migliore, per rilevarne i pregi, e non vederne i difetti.
VI – Abituarsi al vocabolario della cortesia, ricordandosi che a chi sorride, tutto sorride.
VII – Cedere agli altri ogni volta che è possibile; dimostrarsi indifferenti nella scelta del giuoco, del passeggio, delle letture, delle vivande, ecc. Adattarsi ai gusti altrui.
VIII – Non rendere pesanti neppure le proprie virtù, col farne pompa, con l’ostentarle, umiliando quelli che non le hanno; o, peggio ancora, col renderle antipatiche.
IX – Non correggere alcuno senza averne l’autorità e senza aggiungere una parola garbata.
X – Non contrariare nessuno volontariamente; e, quando ciò accadesse, chiedere subito scusa.

Esame di coscienza particolare circa la SENSIBILITA’ MORALE


Pensieri


Non si turbi il cuor vostro… (Gv 14, 1).
Felice, chi rimuove da sé tutto ciò elle può macchiare o aggravare la sua coscienza! (Imitazione di Cristo, 21, 2).
Vuoi sapere che cosa è un cuore indurito! È il tuo stesso cuore, se al solo pensarvi, non ti spaventi (S. Bernardo).
Molte volte camminiamo sul cuore altrui con inaudito cinismo; ma chiediamo garbatamente scusa al passante, quando, per inavvertenza, gli abbiamo pestato un callo.
Non fate confidenze alle persone che non hanno mai sofferto (Diadoco).
Qui la sensibilità è considerata complessivamente sotto l’aspetto morale e quello spirituale; quindi gli esercizi proposti sono diretti a rendere l’anima padrona dell’impressionabilità morbosa, dell’impulsività, del nervosismo, dell’impazienza…: con grandi vantaggi per la delicatezza di coscienza, la serenità e la pace.


I ESERCIZIO

  1. Prima di parlare o di agire, mi sono raccolto un istante nell’intimo dell’anima? 2. Ho troncato letture, conversazioni…, appena ne ho sentito disagio nella coscienza?
  2. Ho saputo reprimere i piccoli moti d’impazienza o d’insofferenza, sorti in me? (Mancanze). 4. Ho ammesso in me, sentimenti di affetto particolare per qualcuno?
  3. Ho chiesto subito perdono a Dio, per le mancanze sfuggite alla mia fragilità? 6. Quante volte ho chiesto oggi a Dio la delicatezza di coscienza?

    II ESERCIZIO
  4. Ho fatto qualcosa, oggi, contro coscienza?
  5. Ho seguito le divine ispirazioni?
  6. Ho saputo reprimere la mia impulsività, soffermandomi qualche tempo, prima di leggere un giornale, una lettera… prima di fare un rimprovero?
  7. Sorprendendomi a fantasticare, ho subito elevato il pensiero a Dio?
  8. Ho respinto qualche risentimento, verso chi mi ha fatto dispiacere?
  9. Dopo un insuccesso, mi sono tenuto calmo e rassegnato al volere di Dio?
  10. Mi sono raccolto per qualche istante, al principio di ogni occupazione importante?
    ASPIRAZIONI
    L’anima mia è sempre sulle mie mani, per non dimenticare la vostra Legge, o Signore! Sal 118, 109.
    Sia il mio cuore immacolato, affinché io non resti confuso, o Signore! Sal 118, 80
    Degnatevi, o Signore, custodirci in questo giorno (in questa notte) dal peccato. TE DEUM.
    Fate, o Giuseppe, che la nostra vita scorra scevra di peccati, e che sia sempre difesa dal vostro Patrocinio.






    Fonte: sito “discepoli di Gesù e Maria”
    http://www.preghiereagesuemaria.it