VENERDÌ DELLA XXX SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO DISPARI)
Colore Liturgico Verde

Prima Lettura
Vorrei essere io stesso anàtema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 9,1-5
Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 147
R. Celebra il Signore, Gerusalemme.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. R.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono. (Gv 10,27)
Alleluia.
Vangelo
Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,1-6
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Parola del Signore.
🌿Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta 🌿
Venerdì 31 Ottobre 2025
S. Quintino; B. Tommaso da Firenze Bellaci; S. Volfgango
30.a del Tempo Ordinario
Lc 14,4
«Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò».
Volume 15, Aprile 25,1923
Ed io: “Mio Gesù, come può essere ciò possibile, se col venire Tu stesso sulla terra a redimerci ed a soffrire tante pene, neppure si è acquistato la felicità che il primo uomo perdette per sé e per tutti, come può essere ora che col vincolarmi nel tuo Eterno Volere possa restituire questa felicità perduta?”
E Gesù: “Figlia mia, 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶, 𝗱𝗼 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼, 𝗲 𝗺𝗲 𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼.
Potevo benissimo portare la felicità che contiene la mia Volontà sulla terra, ma non trovai nessuna volontà umana che volesse far vita perenne nella mia, per riannodare i vincoli della Creazione e ridarmi tutti gli atti del primo uomo come se li avesse fatto tutti col suggello della Volontà Suprema, e quindi mettere in campo la felicità perduta.
È vero che ci aveva la mia cara Mamma, ma Lei doveva coperare insieme con Me alla Redenzione.
𝗟’ 𝘂𝗼𝗺𝗼, 𝗽𝗼𝗶, 𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝘃𝗼, 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗲, 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗼, 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝗮𝗴𝗵𝗲, 𝗹𝗲 𝗽𝗶𝘂 𝘀𝗰𝗵𝗶𝗳𝗼𝘀𝗲, ed Io come padre amante venivo a sborsare il mio sangue per riscattarlo, come medico a guarirlo, come maestro ad insegnarle la via, lo scampo per non farlo precipitare nell’inferno;
povero malato, come avrebbe potuto spaziarsi nei eterni voli del mio Volere se non sapeva camminare;
se Io avessi voluto dare la felicità che contiene la mia Volontà, sarebbe come darla ai morti e farla calpestare, era indisposto di ricevere un tanto bene, e perciò volli insegnare la preghiera per disporli, e mi contentai d’aspettare altre epoche, far passare secoli e secoli per far conoscere il vivere nel mio Volere, per dare il principio a questa felicità”.