SAN DOMENICO, PRESBITERO – MEMORIA

Colore Liturgico Bianco

PRIMA LETTURA

Il giusto vivrà per la sua fede.

Dal libro del profeta Abacuc
Ab 1,2-3;2,2-4
 
Fino a quando, Signore, implorerò aiuto
e non ascolti,
a te alzerò il grido: «Violenza!»
e non salvi?
Perché mi fai vedere l’iniquità
e resti spettatore dell’oppressione?
Ho davanti a me rapina e violenza
e ci sono liti e si muovono contese.
Il Signore rispose e mi disse:
«Scrivi la visione
e incidila bene sulle tavolette,
perché la si legga speditamente.
È una visione che attesta un termine,
parla di una scadenza e non mentisce;
se indugia, attendila,
perché certo verrà e non tarderà.
Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto,
mentre il giusto vivrà per la sua fede».

Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale

Dal Sal 9

R. Tu non abbandoni chi ti cerca, Signore.

Il Signore siede in eterno,
stabilisce il suo trono per il giudizio:
governerà il mondo con giustizia,
giudicherà i popoli con rettitudine. R.

Il Signore sarà un rifugio per l’oppresso,
un rifugio nei momenti di angoscia.
Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,
perché tu non abbandoni chi ti cerca, Signore. R.

Cantate inni al Signore, che abita in Sion,
narrate le sue imprese tra i popoli,
perché egli chiede conto del sangue versato,
se ne ricorda, non dimentica il grido dei poveri. R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)

Alleluia.

Vangelo

Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,14-20

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

Parola del Signore.

Sabato 8 Agosto 2026
S. Domenico Guzman (m); B. Maria Margherita Caiani
18.a del Tempo Ordinario

Mt 17,20

«In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

Volume 2, Febbraio 28, 1899

… 𝗩𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮 è 𝗗𝗶𝗼, 𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗲 è 𝗗𝗶𝗼; e l’anima, possedendo la fede, viene ad innestare in sé tutte le altre virtù, di modo che essa se ne sta come re nel cuore e le altre se ne stanno d’intorno come suddite, servendo alla fede; sicché 𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲 𝘃𝗶𝗿𝘁ù, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗲, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘃𝗶𝗿𝘁ù 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘃𝗶𝘁𝗮.

Pare a me che Iddio in due modi comunica la fede all’uomo.

𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 è 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗶𝗺𝗼.

𝗟𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 è 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗜𝗱𝗱𝗶𝗼 𝗯𝗲𝗻𝗲𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝘀𝗽𝗶𝗰𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮, 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗹𝗲 𝘃𝗶𝗿𝘁ù 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗿 𝗺𝗶𝗿𝗮𝗰𝗼𝗹𝗶, come poter risorgere i morti, sanare gl’infermi, arrestare il sole ed altro.

Oh, se il mondo avesse fede, si cambierebbe in un paradiso terrestre!

Oh, quanto alto e sublime è il volo dell’anima che si esercita nella fede!

A me sembra che l’anima, esercitandosi nella fede, fa come quei timidi uccelletti che, temendo di essere presi dai cacciatori oppure da qualche altra insidia, fanno la loro dimora sulle cime degli alberi, oppure sulle alture; quando poi son costretti a prendere il cibo, scendono, prendono il cibo, e subito se ne volano nella loro dimora; e qualcuno più accorto prende il cibo e neppure se lo mangia sul terreno, per essere più sicuro se lo porta sulle cime degli alberi e là se lo inghiotte.

Così l’anima che vive di fede: è tanto timida delle cose terrene che, per paura di essere insidiata, neppure le degna d’uno sguardo.

𝗟𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗱𝗶𝗺𝗼𝗿𝗮 è 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗼, 𝗰𝗶𝗼è 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮, e specialmente 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶𝗮𝗴𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗚𝗲𝘀ù 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼, e da dentro quelle beate stanze, geme, piange, prega e soffre insieme col suo sposo Gesù, sulla condizione e miseria in cui giace il genere umano.

Mentre essa vive in quei forami delle piaghe di Gesù, 𝗶𝗹 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗱à 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘂𝗲 𝘃𝗶𝗿𝘁ù, e l’anima si sente in sé quelle virtù come se fossero sue; ma però avverte che, sebbene se le vede sue, il possesso che le viene dato, è stato comunicato dal Signore.

Succede come ad una persona che ha ricevuto un dono che essa non possedeva; ora, che fa?

Se lo prende e se ne rende padrona, ma ogniqualvolta lo guarda, dice fra sé: “Questo è mio, però mi fu donato da quel tale”.

Così fa l’anima cui 𝗶𝗹 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗼𝗿𝗲, 𝘀𝗽𝗶𝗰𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗮 𝘀é 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗘𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗗𝗶𝘃𝗶𝗻𝗼, 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗺𝘂𝘁𝗮 𝗶𝗻 𝗦𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼.

Or, quest’anima, oh! Come aborrisce il peccato, ma insieme compatisce gli altri, prega per chi vede che cammina nella via del precipizio, si unisce insieme con Gesù Cristo e si offre vittima a soffrire per placare la divina giustizia e per risparmiare le creature dai meritati castighi.

E se fosse necessario il sacrificio della vita, oh, quanto volentieri lo farebbe per la salvezza [anche] di un’anima sola!

https://soundcloud.com/user-925131718/01-vol2-28-febbraio-1899-1

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