SAN VINCENZO DE’ PAOLI, PRESBITERO – MEMORIA

Colore Liturgico Bianco

Prima Lettura

Io vengo ad abitare in mezzo a te.

Dal libro del profeta Zaccarìa
Zc 2,5-9.14-15a

Alzai gli occhi, ed ecco un uomo con una fune in mano per misurare. Gli domandai: «Dove vai?». Ed egli: «Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza».
Allora l’angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo, che gli disse: «Corri, va’ a parlare a quel giovane e digli: “Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. Io stesso – oracolo del Signore – le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa”.
Rallégrati, esulta, figlia di Sion,
perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te. 
Oracolo del Signore.
Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore 
e diverranno suo popolo,
ed egli dimorerà in mezzo a te».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Ger 31,10-12b.13

R.Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.

Ascoltate, genti, la parola del Signore,
annunciatela alle isole più lontane e dite:
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come un pastore il suo gregge». R.
 
Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion,
andranno insieme verso i beni del Signore. R.
 
La vergine allora gioirà danzando
e insieme i giovani e i vecchi.
«Cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». R.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo. (Cf. 2Tm 1,10)

Alleluia.

Vangelo

Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,43b-45

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Parola del Signore.

Sabato 27 Settembre 2025
S. Vincenzo de’ Paoli (m); S. Bonfìlio; S. Caio
25.a del Tempo Ordinario

Lc 9,45

«Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento».

Volume 19, Settembre 13,1926

Dopo aver fatto il mio solito giro nel Supremo Volere, pregavo il buon Gesù a nome della sua Creazione e Redenzione, a nome di tutti, dal primo all’ultimo uomo, a nome della Sovrana Regina e di tutto ciò che ella fece e soffrì, che il Fiat Supremo sia conosciuto, affinché si stabilisca il suo Regno col suo pieno trionfo e dominio.
Ma mentre ciò facevo, pensavo tra me: “Se vuole Gesù stesso, ed ama tanto che il suo regno fosse stabilito in mezzo alle creature, perché vuole che con tanta insistenza si preghi?
Se vuole, lo può dare senza tanti atti continui”.
Ed il mio dolce Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto: “Figlia mia, il mio Essere Supremo possiede il perfetto equilibrio, e nel dare alle creature le mie grazie, i miei doni, [e] molto più poi questo Regno del Fiat Supremo, che è il dono più grande che Io già avevo dato nel principio della Creazione e che l’uomo con tanta ingratitudine mi respinse.
Ti pare poco mettere a disposizione sua una Volontà Divina con tutti i beni che Essa contiene?
E non per un’ora, per un giorno, ma per tutta la vita?
Il Creatore che depone nella creatura la sua Volontà adorabile per poter mettere in comune la sua somiglianza, la sua bellezza, i suo mari infiniti di ricchezze, di gioie, di felicità senza fine?
E solo col possedere la nostra Volontà la creatura poteva acquistare i diritti di comunanza, di somiglianza e di tutti i beni del suo Creatore.
Senza di Essa non ci può essere comunanza con Noi, e se qualche cosa [le creature] prendono, sono appena le piccole nostre sfioriture e le briciole dei nostri interminabili beni.
Ora un dono sì grande, una felicità così immensa, un diritto di somiglianza divina, con l’acquisto della nobiltà della nostra figliolanza respintaci, credi tu che sia una cosa facile che la Sovranità Divina, senz’essere pregata, senza che nessuno si desse pensiero di ricevere questo Regno del Fiat Supremo, lo donasse alle creature?
Sarebbe ripetere la storia che successe nell’Eden terrestre e forse anche peggio.
E poi la nostra giustizia si opporrebbe giustamente.
Perciò tutto ciò che ti faccio fare, le continue girate nel Voler Supremo, le tue preghiere incessanti che venga a regnare la mia Volontà, la tua vita sacrificata di sì lunghi anni, che non sai né Cielo né terra, dirette al solo fine che venga il Regno mio, sono tanti appoggi che metto innanzi alla mia giustizia, perché cedesse i suoi diritti, ed equilibrandosi con tutti i nostri attributi trovasse giusto che il Regno del Fiat Supremo sia restituito alle umane generazioni.
Ciò successe nella Redenzione.
Se la nostra giustizia non avesse trovato le preghiere, i sospiri, le lagrime, le penitenze dei patriarchi, dei profeti e di tutti i buoni dell’Antico Testamento, e poi una Vergine Regina che possedeva integra la nostra Volontà, che prese tutto a petto suo, con tante preghiere insistenti, prendendo Lei tutto il compito della soddisfazione di tutto il genere umano, mai la nostra giustizia avrebbe ceduto alla discesa del sospirato Redentore in mezzo alle creature.
Essa sarebbe stata inesorabile e avrebbe detto un no reciso alla mia venuta sulla terra.
E quando si tratta di mantenere l’equilibrio del nostro Essere Supremo, non c’è da far nulla.
Ora chi mai ha pregato finora con interesse, con insistenze, mettendo il sacrifizio della propria vita, perché il Regno del Fiat Supremo venga sulla terra e che trionfi e domini? Nessuno.
È vero che la Chiesa recita il Pater Noster dacché io venni sulla terra, nel quale si domanda che: ‘venga il regno tuo’, affinché la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra; ma chi è che pensa alla domanda che fanno?

Si può dire che restò nella mia Volontà tutta l’importanza di tale domanda, e le creature la recitano per recitarla, senza intendere e senza interesse di ottenere quello che domandano.Perciò figlia mia, tutto è nascosto nel segreto mentre si vive sulla terra, perciò tutto sembra mistero; e se si conosce qualche cosa, è così scarsa che l’uomo tiene sempre da dire su tutto ciò che Io opero nelle opere mie, attraverso i veli delle creature, e giungono a dire: ‘E perché questo bene, queste conoscenze non sono state date prima, mentre ci sono stati tanti gran santi?’Ma nell’eternità non ci saranno segreti, Io svelerò tutto e farò vedere tutte le cose ed opere mie con giustizia, e che essa mai poteva dare, se nella creatura non ci fossero gli atti sufficienti per poter dare ciò che la Maestà Suprema vuol dare. È vero che tutto ciò che fa la creatura è grazia mia, ma la stessa mia grazia vuol trovare l’appoggio delle disposizioni e buona volontà della creatura. 𝗤𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗶𝗽𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗥𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮’ 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮, 𝗰𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮, affinché il mio regno non resti in aria, ma scenda per formarsi sugli stessi atti della creatura, formati da essa per ottenere un bene sì grande.Ecco perciò, tanto ti spingo nel girare in tutte le opere nostre, Creazione e Redenzione, per farti mettere la parte degli atti tuoi, il tuo ti amo, la tua adorazione, la tua riconoscenza, il tuo grazie su tutte le opere nostre. … “