SANTI ANDREA KIM TAE-GÔN, PRESBITERO, PAOLO CHÔNG HA-SANG, E COMPAGNI, MARTIRI – MEMORIA
Colore Liturgico Rosso

Prima Lettura
Conserva senza macchia il comandamento, fino alla manifestazione del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
1Tm 6,13-16
Figlio mio, davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede l’immortalità
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 99 (100)
R. Presentatevi al Signore con esultanza.
oppure
R. Andiamo al Signore con canti di gioia.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza. R.
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo. R.
Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome. R.
Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza. (Cf. Lc 8,15)
Alleluia.
Vangelo
Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8,4-15
In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.
Parola del Signore.
🌿Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta 🌿
Sabato 20 Settembre 2025
Ss. Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e c. (m); S. Eustachio
24.a del Tempo Ordinario
Lc 8,15
«Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza».
Volume 16, Ottobre 20,1923
Mi sentivo tutta annientata in me stessa; le privazioni di Gesù mi gettano nella più profonda umiliazione; senza di Gesù l’interno dell’anima mia me lo sento devastato, tutto il bene mi pare che declina e muore.
Mio Gesù! Gesù mio! Com’è dura la tua privazione!
Oh, come mi sanguina il cuore nel vedere in me tutto morire, perché Colui che è vita e che solo può dar vita non è con me!
Onde, mentre mi trovavo in questo stato, il dolcissimo mio Gesù è uscito da dentro il mio interno, e poggiandomi la sua mano sul mio cuore e premendolo forte, mi ha detto:
“Figlia mia, perché tanto ti affliggi?
Abbandonati in Me e lasciami fare, e quando ti pare che tutto declina e muore, il tuo Gesù farà tutto risorgere, ma più bello, più fecondo.
Tu devi sapere che l’anima è il mio campo, dove Io lavoro, semino e raccolgo;
𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗶𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗲’ 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗶𝘃𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮’.
In questo campo il mio lavoro è dilettevole;
non m’infango nel seminare, perché la mia Volontà l’ha convertito in campo li luce;
il suo terreno è vergine, puro e celeste, ed Io mi diverto molto nel seminare in esso piccole luci, quasi come una rugiada che il sole della mia Volontà forma…
Oh, com’è bello vedere questo campo dell’anima tutto coperto di tante stille di luce, che man mano che crescono formano tanti soli!
La vista è incantevole; tutto il cielo è rapito dalla sua vista, e stanno tutti attenti a guardare il celeste agricoltore che con tanta maestria coltiva questo campo, e che possiede un seme così nobile da convertirlo in sole.
Ora, figlia mia, questo campo è mio, e ne faccio ciò che voglio;
quando questi soli si son formati, Io li raccolgo e li porto in Cielo, come la più bella conquista della mia Volontà, e ritorno di nuovo al lavoro del mio campo, quindi metto tutto sossopra, e la piccola figlia del mio Volere si sente tutto finire, tutto morire;
ai soli sì sfolgoranti di luce, vede sostituirsi le stille di luce che Io vado seminando, e crede che tutto perisce. Come t’inganni!
È il nuovo raccolto che si deve preparare, e siccome lo voglio fare più bello del primo e allargarlo di più per poter raddoppiare il mio raccolto, il lavoro a primo aspetto sembra più stentato, e l’anima ne soffre di più, ma quelle pene sono come le zappate al terreno, che fanno andare più giù il seme per farlo germogliare più sicuro, più fecondo e bello.
Non vedi tu un campo, quando è mietuto, come resta squallido e povero?
Ma lascia che si semini di nuovo, e lo vedrai più fiorito di prima.
Perciò lasciami fare;
e tu, col vivere nel mio Volere, starai insieme con Me al lavoro;
semineremo insieme le piccole stille di luce, faremo a gara a chi ne semina di più;
quindi, or ci divertiremo nel seminare, ora nel riposare, ma sempre insieme…
Lo so, lo so quale è il tuo più forte timore: che ancora Io ti lasci.
No, non ti lascio; chi vive nel mio Volere è inseparabile da Me”.