SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY, PRESBITERO – MEMORIA
Colore Liturgico Bianco

Prima Lettura
Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo.
Dal libro dei Numeri
Nm 11,4b-15
In quei giorni, gli Israeliti ripresero a piangere e dissero: «Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cetrioli, dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell’aglio. Ora la nostra gola inaridisce; non c’è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna».
La manna era come il seme di coriandolo e aveva l’aspetto della resina odorosa. Il popolo andava attorno a raccoglierla, poi la riduceva in farina con la macina o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce; aveva il sapore di pasta con l’olio. Quando di notte cadeva la rugiada sull’accampamento, cadeva anche la manna.
Mosè udì il popolo che piangeva in tutte le famiglie, ognuno all’ingresso della propria tenda; l’ira del Signore si accese e la cosa dispiacque agli occhi di Mosè.
Mosè disse al Signore: «Perché hai fatto del male al tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, al punto di impormi il peso di tutto questo popolo? L’ho forse concepito io tutto questo popolo? O l’ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: “Portalo in grembo”, come la nutrice porta il lattante, fino al suolo che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri? Da dove prenderò la carne da dare a tutto questo popolo? Essi infatti si lamentano dietro a me, dicendo: “Dacci da mangiare carne!”. Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo; è troppo pesante per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; che io non veda più la mia sventura!».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 80 (81)
R. Esultate in Dio, nostra forza.
Il mio popolo non ha ascoltato la mia voce,
Israele non mi ha obbedito:
l’ho abbandonato alla durezza del suo cuore.
Seguano pure i loro progetti! R.
Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici
e contro i suoi avversari volgerei la mia mano. R.
Quelli che odiano il Signore gli sarebbero sottomessi
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre.
Lo nutrirei con fiore di frumento,
lo sazierei con miele dalla roccia. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4b)
Alleluia.
Vangelo
Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 14,13-21
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
Parola del Signore.
🌿Commento al Vangelo con gli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta 🌿
Lunedì 4 Agosto 2025
S. Giovanni Maria Vianney (m); S. Raniero; B. Federico J.
18.a del Tempo Ordinario
Mt 14,16
«Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».
Volume 11, Agosto 20, 1913
Mentre pregavo, vedevo in me il mio sempre amabile Gesù e tante anime a me d’intorno le quali dicevano: “Signore, tutto hai messo in quest’anima?”
E stendendomi le mani mi dicevano: “Giacché Gesù è in te, e con Lui tutti i beni, prendi e dà a noi”.
Io ne sono rimasta confusa, ed il benedetto Gesù mi ha detto:
“Figlia mia, nella mia Volontà ci sono tutti i beni possibili, e l’anima che vive in Essa è necessario che vi stia con fiducia, operando insieme con Me da padrona.
𝗧𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮, e se non hanno si sentono defraudate;
e come può dare, se non sta con tutta fiducia operando insieme con Me?
Perciò è necessario all’anima che vive nella mia Volontà:
la fiducia per dare, la semplicità per comunicarsi a tutti, col disinteresse di sé per poter vivere tutta a Me ed al prossimo.
Tale sono Io”.
Poi ha soggiunto: “Figlia mia, [per] chi fa davvero la mia Volontà succede come a quell’albero innestato, che la forza dell’innesto tiene virtù di far distruggere la vita dell’albero che riceve l’innesto.
Sicché non più i frutti, le foglie del primo albero si veggono, ma quelli dell’innesto, e se il primo albero dicesse all’innesto: ‘Voglio ritenermi almeno un piccolo ramoscello per poter dare anch’io qualche frutto, per poter far conoscere a tutti che io esisto ancora’, l’innesto direbbe:
‘Tu non hai ragione di più esistere;
dopo che ti sei sottomesso a ricevere il mio innesto, la vita sarà tutta mia’.
Così l’anima che fa la mia Volontà può dire: ‘La mia vita è finita, non più le mie opere usciranno da me, i miei pensieri, le mie parole, ma le opere, i pensieri, le parole di colui di cui la Volontà è mia vita’.
Sicché Io dico a chi fa il mio Volere:
‘𝐓𝐮 𝐬𝐞𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐚, 𝐬𝐚𝐧𝐠𝐮𝐞 𝐦𝐢𝐨, 𝐨𝐬𝐬𝐚 𝐦𝐢𝐞’.
Onde succede la vera e reale sacramentale trasformazione, non in virtù delle parole del sacerdote, ma in virtù della mia Volontà.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗱𝗲 𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗩𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲, 𝗰𝗼𝘀𝗶’ 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮’ 𝗰𝗿𝗲𝗮 𝗠𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮, 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗩𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮’, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗲, 𝗻𝗲𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮, 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗶𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝘀𝘂𝗯𝗶𝘀𝗰𝗲.
Succede proprio come ad una pisside piena di particole consacrate: quante particole ci sono, tanti Gesù stanno in ciascuna particola.
Così l’anima, in virtù della mia Volontà, mi contiene in tutto ed in ciascuna parte del suo essere.
𝗖𝗵𝗶 𝗳𝗮 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮’ 𝗳𝗮 𝗹𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗼”.